
L’Italia è ancora alle prese con il faticoso passaggio dalla televisione analogica al digitale terrestre, ma un’altra rivoluzione ben più clamorosa è già dietro l’angolo. Da tempo si parla della trasformazione della tv rispetto a come siamo abituati a conoscerla da oltre mezzo secolo, ma ora, come segnala un ampio servizio sul Wall Street Journal, la svolta è davvero vicina.
I grandi produttori di televisori, le maggiori aziende di processori, le società all’avanguardia nella creazione di software e i più grossi operatori del web: tutti sono freneticamente al lavoro per trasformare il grande schermo piazzato al centro dei nostri salotti in una centralina di informazioni e contenuti interattivi. “Il nuovo sacro graal dell’era digitale”, la definisce il quotidiano finanziario statunitense a rimarcare l’importanza della tv collegata a internet.
Sul televisore potenziato da un adeguato processore sarà possibile navigare la rete, consultare il giornale online, leggere libri in formato digitale, comunicare con gli amici, vedere filmati musicali e altre curiosità che hanno fatto la fortuna di siti come Youtube.
Possibilità che obbligheranno tutti a cambiare: chi oggi fa la tv, chi produce informazione e chi offre contenuti e servizi per la rete. Cambiamenti che con effetti a cascata sconvolgeranno inevitabilmente anche il mercato pubblicitario in un futuro non troppo lontano.
Secondo le ultime previsioni della società di ricerca iSuppli, già nel 2013, praticamente dopodomani, i televisori attrezzati per interagire con internet saranno nel mondo circa 90 milioni, conquistando il 40% del mercato. “Appena cinque anni fa la gente sosteneva di non voler la posta elettronica sul cellulare, ora sui telefonini vengono scambiati interi file”, spiega Patrick Barry, uno dei senior executive di Yahoo per spiegare quello che ci attende. Non a caso la web company a lungo corteggiata da Microsoft è tra quelle in prima fila nello studio di nuove applicazioni pensate appositamente per “girare” sulle tv di nuova generazione.
Naturalmente di problemi irrisolti ne restano tanti, a cominciare dall’esatta interpretazione dei desideri del grande pubblico. La Adobe, ad esempio, è convinta che l’applicazione fondamentale per utilizzare i nuovi televisori sarà molto diversa da un vero e proprio browser, opzione preferita invece dalla Personal Web Systems. Un dubbio che nasce anche da problemi di postura: più di un addetto ai lavori ritiene infatti che la tv possa restare per sempre nell’immaginario e nelle abitudini delle persone un qualcosa da usare con la schiena reclinata all’indietro su una poltrona anziché piegata in avanti su una tastiera.
Veramente un capolavoro per chi ama fotografare cercando qualcosa in più di una fotocamera qualsiasi.